venerdì 29 giugno 2012

qualche "foto ricordo" del mio piedone

Per rendere più veritiera la mia scarsa preparazione atletica posto ache qualche foto del mio piede destro in questi mesi di dolori atroci :-)

questa è stata fatta una settimana prima dell'IM


QUesta martedi sera, due giorni dopo l'IM, come potete ben vedere la differenza tra il piede sinistro e quello destro è evidente (notare che sul piede destro NON si vedono nè vene nè ossa) NDR la situazione ora è più o meno come quella in foto :-(

E qui il momento peggiore del dolore, un mesetto prima dell'IM...quando si dice che si prova di tutto pur di far passare un dolore...


giovedì 28 giugno 2012

quando la somma fa la differenza


GIANLUCA ROSSATO

Rank: 274
Overall Rank: 1172
BIB:1236
Division:35-39
Age:36
State:Santa Maria Di Sala
Country:ITA
Profession:
Swim:1:12:06
Bike:6:24:34
Run:4:51:02
Overall:12:38:05

CONGRATULATIONS, GIANLUCA, ON YOUR FINISH!

Swim DetailsDivision Rank: 237
Split NameDistanceSplit TimeRace TimePaceDiv. RankOverall RankGender Rank
2.4 km2.4 km47:1247:121:58/100m
3.8 km1.4 km24:541:12:061:46/100m
Total3.8 km1:12:061:12:065:09/100m2371026975
Bike DetailsDivision Rank: 267
Split NameDistanceSplit TimeRace TimePaceDiv. RankOverall RankGender Rank
28 km28 km1:02:052:20:4927.06 km/h
70 km42 km--:----:---- km/h
105 km35 km5:13:525:13:526.69 km/h
119 km14 km--:----:---- km/h
144 km25 km6:40:146:40:143.75 km/h
180 km36 km1:03:047:43:1834.25 km/h
Total180 km6:24:347:43:1828.08 km/h26711401100
Run DetailsDivision Rank: 274
Split NameDistanceSplit TimeRace TimePaceDiv. RankOverall RankGender Rank
5.5 km5.5 km28:568:15:595:15/km
10.5 km5 km31:158:47:146:15/km
16 km5.5 km30:589:18:125:37/km
21 km5 km34:009:52:126:48/km
26.5 km5.5 km44:3310:36:458:06/km
31.5 km5 km52:0911:28:5410:25/km
36.5 km5 km36:2412:05:187:16/km
42.2 km5.7 km32:4712:38:055:45/km
Total42.2 km4:51:0212:38:056:53/km27411721119
Transition
T1: SWIM-TO-BIKE6:38
T2: BIKE-TO-RUN3:45

mercoledì 27 giugno 2012

195 metri di tappeto blu

Quando correte, camminate, vi trascinate sopra quei 195 metri di tappeto blu sapete che avete fatto tutto quello che potevate fare per meritarvi tutto quella tempesta di sensazioni che state provando!
Ma partiamo dall'inizio...

Un anno di preparazione per questo Ironman travagliatissimo.
Non tanto per il meteo o per la situazione "malanni di stagione" ma più che altro per quei problemi al mio maledetto piede destro che da Gennaio non mi hanno fatto praticamente allenare.

Proprio nel periodo in cui, in teoria, avrei dovuto dare il massimo per arrivare preparato a fine giugno.

Niente da fare...tre mesi di stop dalla corsa, un allenamento in bici fatto con il freno a mano e il morale sotto ai piedi.

Ho pensato anche di ritirarmi ad un certo punto.

Alla fine la mia mente malata ha optato per un "o la va o la spacca", e ho incrociato le dita.


Un mese prima dell'ironman un'altra "mazzata" al mio piede destro; metatarsalgia...un dolore lancinante tra le dita dei piedi sul collo del piede.
Impossibile correre e anche andare in bici.

Un mese di stop prima dell'ironman non fa bene al morale.

Passa il tempo e sono sempre meno convinto di arrivare all'arrivo questa volta.

Arriva la settimana dell'IM, venerdi mattina parto con la macchina carica e il morale scarico.

Arrivo a Nizza, meravigliosa!

Tempo splendido, buona organizzazione (quelli di Klagenfurt per intenderci sono lì a dare una mano ndr).

Mangio, riposo, passeggio e penso...penso che questa volta sarà un massacro.
Penso che non ho nessun muscolo quest'anno.
Penso a tutto il tempo passato sul divano con il piede alto e il ghiaccio come unico amico.
Penso ai soli 4000 km fatti in bici.
Penso ai solissimi (e forse non ci arrivo nemmeno a quel chilometraggio) 200km fatti a piedi. Praticamente ho le scarpe ancora nuovisime.
Penso a quanto ho faticato nei miei passati 5 IM...ed ero mooooooolto più allenato!
Penso penso penso...non fa bene pensare troppo.

Notte prima della gara: due pastiglie per dormire e via...sarà quel che sarà.

04:30 AM del 24 giugno 2012

Sveglia, mi siedo sul letto e con la testa tra e mani penso se ne vale veramente la pena.
Fa male pensare.
Alzo gli occhi al cielo e non ho dubbi...

Colazione con pasta fredda, caffè e WC e via in zona cambio.

Preparo la bici, la bacio, mi sistemo la muta e mi avvio verso a partenza.
Mi posizione sul blocco di quelli che dovrebbero metterci meno di 1 ora e 14'.

06:25 partono i PRO

06:30 partiamo tutti

NOTA la partenza è su una spiaggia di ciotoli, un giro da 2k, uscita dall'acqua sempre su spiaggia di ciotoli, 1,8km e si arriva.
La spiaggia di ciotoli è veramente devastante e pericolosa. Appena partiti c'avrò messo due minuti prima di tuffarmi per paura di spezzarmi qualche dito.

Il nuoto non è andato malissimo, alla fine un decorosissimo 1:12:06.

Cambio discreto ma non velocissimo 00:06:37 e via in bici.

Che dire del percorso in bici? Veramente bellissimo e "nelle mie corde", salite lunghe ma pedalabili.
La salita di 20km me la sono proprio goduta, mi è piaciuta un sacco.
La prima discesa era abbastanza semplice e veloce mentre, nella seconda parte del percorso, l'ultima discesa era un po' più pericolosa perchè piena di buche e curve a gomito.

Percorso comunque ben segnalato e i punti pericolosi erano gestiti ottimamente.

Dicevo...alla fine la bici non l'ho patita più di tanto....probabilmente senza il dolore al piede e con almeno il doppio dei km in allenamento avrei fatto molto di più.

NOTA per chi mi avesse visto pedalare in salita praticamente sempre in piedi e con tutto il peso sul manubrio è perchè il piede mi faceva malissimo se spingevo da seduto ergo potevo SOLO tirare da in piedi con la gamba destra :-(


Finisco il giro in bici con un decorosissimo 06:24:24.
Con quel percorso, con 4000 km di allenamento e con una metatarsalgia in atto era il massimo per me.

E ora comincia la sfida.
Scendo dalla bike e mi avvio in zona cambio.

Dolorissimo al piede....mi ricorda molto il mio primo IM quando mi ruppi le dita del piede.

Cambio in 00:03:44 e parto per la maratona.

Qua non c'è molto da dire...solo dolore.

Non ero stanco, non ero affaticato, stranamente ero anche molto lucido.

Avevo solo un fottutissimo coltello sopra e sotto al piede destro che ogni volta che provavo ad appoggiare il piede a terra o provavo a spingere in dietro si rigirava nei tendini.

Il dolore fortifica L'ironman....qualcuno una volta mi ha detto.

Stringo i denti e vado avanti.

Corro come una papera, il piede destro non rulla e non spinge indietro....semplicemente lo sposto di lato...come se stessi pattinando.
Fa tutto la gamba sinistra!

Il primo giro lo faccio in 57'.
La mezza la faccio in meno di due ore.

Verso il 25km la morte...il piede cominci a pulsare e la scarpa mi sembra di tre numeri più piccola.
Mi fermo e provo ad allentare un po' i lacci e ricomincio a corricchiare.

Niente da fare.

6 e 30....7 ....7 e 30....8 minuti al km.

Al 28km la mia mente cede.

Cammino per un paio di km.

Penso che ormai non c'è più nulla da fare e che il massimo l'avevo fatto. Contro una "malattia" non si combatte.

Al 29km trovo chi mi da la forza di provare, con un tifo meraviglioso e con una sferzata di ottimismo.

"Dai sù!!!! NON CAMMINARE ORMAI MANCANO SOLO 10 KM!!!! DAI CE LA FAI....DAI SEI UN IRONMAN!!!!!"

Non è vero che contro una malattia NON si può combattere...penso a mio papà...mi vengono i lacrimoni e riparto.

Gli ultimi 12 km li ho corsi (per così dire) tutti tranne per un paio di pause pipì (NOTA in bici 3 pause pipì e a piedi 5 pause pipì!!!! mai fatte così tante in un IRONMAN).

35esimo km passato.
38esimo km passato.
40esimo km passato...e il mio garmin mi dice ancora 6 e 20 al km.

42esimo km e entro nella finish line.

Quei 195 metri di tappeto blu che ti fanno capire che hai fatto una cosa speciale.
Una valanga di sensazioni ti invadono la testa.
Pensi ad un sacco di cose e a nessuna.
Pensi a chi ti ha dato la forza di arrivare alla fine, pensi al tuo dolore che non è nulla a confronto di chi sta male veramente, pensi che se TU sei arrivato alla fine con un allenamento NULLO allora QUALSIASI cosa al mondo può essere fatta se solo ci si mette l'impegno e la buona volontà....
Pensi a tutto e a nulla contemporaneamente.

Passo sotto l'arco dell'arrivo e appoggio le mani sulle ginocchia e respiro.
Non sono in affanno ma mi viene da piangere pensando a quanto male ho avuto per almeno 11 ore.

Non piango perchè sono un IRONMAN e mi godo la mia benedetta medaglia.

Esco dalla zona arrivo e il primo cane che mi trovo davanti me lo coccolo per una decina di minuti, con la padrona che mi guarda stravolta.
Avrà pensato "sto qua ha finito l'IM e non ha nulla di meglio da fare?!?!"
Non puoi capire donna... :-) IO SI :-)




Anche questa esperienza è andata.
Forse l'ironman più sofferto di tutti quelli che ho fatto.
Se non altro è stato un travaglio anche PRIMA dell'ironman perchè mai sono arrivato ad una gara così moralmente a pezzi.

Ringrazio di cuore chi mi ha sostenuto in tutto questo periodo e chi, con la forza delle parole e sapendo come e cosa dirmi nei momenti di devastazione morale, è riuscito a farmi arrivare alla fine di questa splendida gara.

GRAZIE, un po' del mio IRONMAN è anche vostro.





lunedì 25 giugno 2012

giovedì 21 giugno 2012

- tre giorni

Mancano tre giorni all'ironman di Nizza.
Oggi riposo, spesa e preparazione valigie.
...Ah...dimenticavo...un po' di cagotto :-)

martedì 19 giugno 2012

un bel racconto

copio e incollo il racconto di un mio compagno di squadra che ha partecipato alla gara di Bardolino di Sabato scorso.
Un bel racconto :-)


Triathlon internazionale di Bardolino 16 giugno 2012

Non ho paura.
È come nuotare nel mio mare, davanti alla spiaggia di Jesolo.
Non ho paura.
Continuavo a ripetermelo mentre, in mezzo ad altri duecento energumeni, ma inesorabilmente e incommensurabilmente solo, stavo aspettando il via sulla banchina dello start del 29* Triathlon internazionale di Bardolino.
1300 iscritti. Io ho il pettorale 1165.

Siamo partiti alle 7:15 da Croce, col pulmino della Polisportiva Fossaltina, io con altri 5 triatleti, tutti con molta più esperienza di me, che sono al mio primo olimpico, più le due figlie di Andrea, che domenica scorsa ha fatto il mezzo Ironman a Pescara, ma non ha voluto mancare a questo appuntamento.
Arriviamo a Bardolino alle 10:30.
In due vanno a ritirare pettorali e pacchi gara, mentre noi scarichiamo le bici ed iniziamo a prepararci.
Il parcheggio è stracolmo di macchine da cui sbucano uomini e donne in forma fisica strepitosa, a fianco di bici fantastiche.
Guardo con curiosità i loro pettorali: tutti numeri molto bassi, segno che partiranno nelle prime batterie, perché hanno alle spalle molte altre gare.
Io, invece, sono qui: con la mia bici nuova, tutto il mio entusiasmo e la mia somma inesperienza.
Soprattutto, sono qui con la mia paura: andrò in affanno nella prova di nuoto, come mi è successo a Sottomarina e a Jesolo l'anno scorso, nelle miei prime (e uniche) gare di Triathlon Sprint?
Mi preoccupa il nuoto nel lago (profondo, buio, freddo...) e il tratto in bici, che tutti descrivono come difficile e faticoso.
Da ciclista men che mediocre quale sono, potrebbe essere un problema serio.
L'obiettivo sarebbe terminare la gara sotto le tre ore: chi supera questo limite è squalificato.
In teoria, ce la dovrei fare: nei giri sperimentati a casa riesco a completare tutto in un'ora e cinquanta minuti circa, ma qui devo fare i conti con l'acqua del lago (che non ho mai provato) e le salite in bici...
Vedremo.
Appena arrivati in "zona cambio", ossia l'area chiusa in cui si lasciano bici e attrezzatura, perdo di vista tutti i miei compagni.
Sono solo, in mezzo ad altri 1300 atleti...
Tutti sembrano saper alla perfezione cosa bisogna fare, mentre io frugo nella memoria, tra i libri e gli articoli che ho letto in quest'ultimo anno, alla ricerca affannosa di istruzioni e suggerimenti: come agganciare la bici, dove mettere le scarpe, .cosa fare della muta...
Ecco: la muta.
Non è una muta da Triathlon e, appena la indosso, qualcuno me lo fa subito notare: "Hei, ma quella è una muta da surf".
Io rispondo sempre allo stesso modo: "Questa ho trovato!".
Ed è vero: comprata l'anno scorso a Jesolo... in un negozio di attrezzatura da surf!
È quasi mezzogiorno, la partenza è prevista per le 12:45.
Bene: è ora di fare qualche bracciata di prova.
Indosso la mia muta (da surf) e mi avvicino all'acqua, in mezzo a decine di uomini e donne inguainati in mute nere, sicuramente specifiche per il nuoto.
Entro.
Non è fredda.
Mi allontano a rana dalla riva, guardandomi un po' intorno.
Gente con muta e cuffiette colorate che nuota dappertutto.
Metto la testa sotto e parto a stile libero.
Inizio a provare la serie bracciata-respiro, come faccio a Jesolo, cercando di convincermi che non ho paura, che è come al mare.
Prima bracciata, seconda bracciata, respiro.
Ancora. Ancora.
Sento il cuore che aumenta le pulsazioni.
Non è come al mare.
Mi giro e torno indietro.
Salgo sulla riva e torno alla bici.
Mentre sono lì che mi trastullo spostando scarpe e calzini, sento lo speaker che sbraita ai microfono: "Venti minuti al via. Sgomberare la Zona Cambio! Chi sarà ancora dentro la Zona Cambio entro un minuto sarà squalificato".
Porca vacca! Mentre ero in acqua devono aver dato degli avvisi che non ho sentito.
Metto giù subito le scarpe, un'ultima occhiata alla mia Wilier nuova fiammante e via a passo di corsa verso l'uscita della Zona Cambio.
Ed ecco che succede.
Il piede sinistro, scalzo, cozza violentemente contro una roccia, appena coperta dal telo verde che indica il percorso per l'uscita.
Una fitta improvvisa. Poi un male infernale.
Mi tasto il mignolo. Dolore.
Esco zoppicando e già mi immagino il ritiro.
Si è rotto! Penso preoccupato. Non riuscirò ad indossare le scarpe...
Poi incontro qualche compagno di squadra.
Cerco di non pensare al piede mentre ci dirigiamo alla partenza.
Ma mi fa male.
Siamo tutti ammassati in attesa del via.
Ci sono sette batterie e io, ovviamente, sono nella settima.
Ecco: partono le donne.
Poi i professionisti con la cuffia bianca. Poi tutti gli altri: cuffie blu, verdi, gialle, rosse.
Finalmente arriva la chiamata: "Pronti al via le cuffie viola!".
Mi figlia Maria avrebbe detto "lilla" penso sorridendo tra me...
Mentre Luca, il mio socio, avrebbe detto "colore da gay"...
Seguo il gruppo e scendiamo sul pontile.
Decido di stare all'esterno, a destra, e partire in coda, per evitare la massa umana che si butterà in acqua menando colpi da tutte le parti: un uomo di settanta o ottanta chili che parte a stile libero a tutta velocità non sta troppo a guardare se il suo avambraccio cala sulla testa o la schiena di chi gli nuota vicino...
E la mia schiena custodisce qualcosa di troppo importante per essere messo in pericolo da una nuotata: il mio rene destro, l'unico che mi è rimasto dopo un incidente in un campo da calcio quasi trent'anni fa.
Metto i piedi in acqua ed il freddo mi fa perdere la sensibilità al piede.
Bene.
Sto ancora mormorando tra me "Io non ho paura" quando sento la sirena del via.
Si parte!
Mi butto, dietro a tutti, e comincio con regolarità: uno, due e respiro; uno, due e respiro. L'acqua non è affatto male.
Dopo qualche minuto sento che posso benissimo farcela senza problemi.
Non vado in affanno. Riesco a tenere bene sotto controllo il respiro.
Ogni tanto tiro su la testa, per essere certo di non sbagliare direzione, ma non c'è pericolo: davanti a me un mare di cuffie viola e di spruzzi d'acqua indica senza alcun dubbio la via giusta.
Sott'acqua intravedo piedi scalcianti, gambe, mute.
Qualche faccia ogni tanto, con la bocca spalancata ad assorbire più aria possibile.
Tocco qualcosa con la testa: la boa dei 500 metri!
Benissimo. Sono già ad un terzo del percorso e mi sento in condizioni ottimali. Provo a spingere un po' ed inizio a vedere qualche cuffia rossa in mezzo alle viola. Abbiamo raggiunto i più lenti della batteria precedente.
Ecco la grande boa rossa attorno cui girare per iniziare il ritorno.
Tutti si ammassano per stringere la curva e faccio un paio di bracciate a rana, per vedere bene dove sto andando e per evitare impatti sgraditi.
Supero la boa e via di nuovo a stile libero.
Mi sento benissimo. La paura ormai è veramente solo un ricordo.
Boa dei 750 metri. Poi quella dei 1000.
Vedo l'arrivo.
Ce la sto facendo e mi pare che il tempo sia buono.
Non credo sia passata mezz'ora.
Tiro su la testa. Altre due bracciate a rana per capire bene dove sono ed imboccare con esattezza il punto di uscita dall'acqua.
Ci sono!
Esco, aiutato da braccia forti che ci tirano su, quasi con violenza, per liberare l'accesso per gli altri che sono dietro di noi.
Felice per la prova natoria (poi scoprirò che l'ho ultimata in 33 minuti, un buon tempo da piscina, per me!) scopro con grande rammarico che il piede è tutt'altro che magicamente "guarito": sento una fitta lancinante arrivare dal mignolo ogni volta che appoggio il piede destro a terra.
Sconsolato, mi avvio verso la bici camminando lentamente.
Mentre rifletto sulle scarse possibilità che ho di riuscire a calzare le scarpe, inizio ad armeggiare con la muta che, sorprendentemente, si sfila senza troppe difficoltà. Ho persino il tempo si succhiare una bustina del mio gustosissimo (bleah!) integratore alla ciliegia...
Arrivo alla bici e mi siedo per terra.
Mi tasto il piede, metre tutt'attorno gli altri saltano in sella alle loro bici.
Mi asciugo un po' e mi infilo il calzino.
Fatta.
Poi la scarpa. Che male!
Stretta o lasca?
Decido di lasciarla un po' comoda e, finalmente, indosso il casco e stacco la bici. Perdo oltre cinque minuti nel primo cambio...
Camminare mi fa male, ma sento la bici vicina e mi sembra che, come una cavallo, abbia voglia di fare la "sua" parte.
Provo a corricchiare.
Ce la faccio. Arrivo all'uscita della zona cambio e balzo in sella.
Le scarpe si allacciano subito ai pedali e inizio a spingere.
Non sento quasi niente.
Il solo caldo, la luce brillante, il fresco dell'acqua del lago che ha impregnato la mia divisa mi eccitano.
C'è gente che batte le mani e ci incita.
Sono felice e mi metto a fischiare. Forte, con la lingua tra i denti, come per chiamare qualcuno lontano. Come faceva mio papà.
E si parte col tratto in bici.
Usciti dal centro di Bardolino c'è subito il primo "strappo": i miei compagni di squadra mi avevano avvertito: "Stai attento che è dura. Metti i rapporti più facili che hai e non esagerare, sennò scoppi subito".
Faccio come mi avevano consigliato ed arrivo in cima, con un bel fiatone ed il cuore che pulsa a mille.
Ma il paesaggio è stupendo, l'aria tersa e le gambe hanno voglia di spingere.
Mi supera un gruppetto di quattro o cinque ciclisti "seri" e mi butto subito dietro di loro. Sulle salite l'effetto della "scia" praticamente non si sente, me nel tratti più o meno pianeggianti e, soprattutto, quando incontriamo un po' di vento, è tutta un'altra cosa.
Era proprio così che me l'euro immaginata a casa: tieni duro durante il nuoto e spera di trovare qualcuno che sa pedalare, cui attaccarti.
Andiamo bene. Tanto che cerco persino io di "tirare" quand'è il mio turno.
Ormai le divise dei miei "compagni" di pedalata mi sono familiari e scambiare qualche mezza parola fa molto piacere, mentre spingiamo sui pedali in mezzo a questi colline, fitte di ulivi, viti e fiori di tutti i colori.
Arriviamo a metà percorso, in vetta alla collina, da cui inizia una bella discesa verso valle, mentre in testa continua a passarmi "Tunder Road" di Bruce Springsteen, che ho sentito dal vivo appena cinque giorni fa a Trieste.
Qui ci perdiamo un po': sessanta all'ora è veramente tanto per me, per cui inizio a toccare i freni e i miei compagni, molto più esperti e smaliziati, mi lasciano indietro.
Poco male. Sento che siamo arrivati e inizio a pensare alla terza frazione, la corsa, quella che mi preoccupava di meno e che, adesso, temo mi possa invece impedire di arrivare al traguardo.
Ed ecco, all'improvviso, l'arrivo e la zona cambio.
Scendo la bici (hai fatto splendidamente il tuo lavoro, magica Wilier Triestina!) e appena appoggio il piede sinistro a terra sento un fitta.
Arrivo alla mia postazione, aggancio la bici, bevo un sorso d'acqua e cambio le scarpe. Stavolta decido di stringere la sinistra il più possibile.
Parto. O la va o la spacca, penso.
I primi passi sono un inferno.
Stringo i denti e continuo a correre.
Anche se dovessi arrivare saltando su una gamba sola, penso, questa gara la finisco!
Dopo il primo chilometro, imboccato il lungolago, butto l'occhio sul mio Garmin e vedo che sto correndo a 5:00.
Un ottimo passo, secondo i miei standard!
Sarà l'eccitazione della gara, l'adrenalina che ormai mi avrà inzuppato anche la canottiera o la mia volontà assoluta di continuare, fatto sta che riesco a correre bene. Il caldo comincia a farsi sentire e decido di bere ad ogni rifornimento. Ce ne sono tanti, per fortuna.
L'organizzazione sa il fatto suo, non c'è che dire.
Faccio il primo giro e cominciò ma pensare che ce la farò.
Non so i tempi totali (non ho tenuto il Garmin in acqua e il gps della bici a metà percorso si è bloccato) ma sento che sto andando bene.
Sotto le tre ore, sotto le tre ore. Forza!
Stringo i denti.
Ultimi due chilometri. Trovo la forza di spingere ancora (chiudo l'ultimo km a 4:47 di media, un tempo eccezionale per me).
Arrivo al ponte rivestito di azzurro che conduce all'arrivo. Supero un paio di podisti che avevo seguito nell'ultimo tratto e, in solitaria, taglio il traguardo del mio primo Triathlon olimpico.
Tre ore e 15 indica il timer dell'arrivo. È il tempo totale e, tenendo conto che sono partito con l'ultima batteria, sono certo di avercela fatta.
E, infatti, il mio tempo sarà 2:54:17.
Sono zuppo di sudore, di acqua del lago di Garda e dell'ultima bottiglietta che mi sono svuotato in testa; il piede sinistro pulsa a ritmo rock (il giorno dopo il mignolo sarà talmente gonfio che mi sembrerà di avere due alluci...); ma finalmente posso dirlo.
Come Filippide, dopo la battaglia di Maratona: Nenikèkamen!
Abbiamo vinto: io, i miei 44 anni, il mio rene superstite contro questa sfida che solo un anno fa mi pareva impari e che oggi, 16 giugno 2012, dopo tre ore di passione (due e cinquantaquattro, per la precisione...) è superata.
Nenikèkamen.

lunedì 18 giugno 2012

Comunque vada sarà un successo

Eccomi dopo un lungo periodo di non postaggio....che dire....sono sconsolato...pochissimo allenamento...nessuna voglia di andare a fare una figuraccia a a Nizza....il piede è ancora bello gonfio, caldo e mi fa maluccio...ma quella vena di pazzia che contraddistingue tutti noi triathleti, ma sopratutto tutti noi IRONMAN, fa si che abbia preso la malsana decisione di andare a Nizza per partecipare comunque all'Ironman più difficile della mia vita :-)

Che dire...sicuramente la maratona sarà un martirio!
Se qualcuno mi vedrà (o mi riconoscerà) in gara vi prego...non prendetemi per il c...lo quando mi vedrete trascinare il piede sinistro fino al traguardo come un vecchio barbone.

Intanto incrocio le dita che non mi si spacchi nulla.

venerdì 15 giugno 2012

Armstrong escluso da 'Ironman' di Nizza

Nizza, 14 giu. - (Adnkronos) - Lance Armstrong non potra' parteciperare alla 'Ironman' di Nizza, gara di triathlon in programma il prossimo 24 giugno. L'esclusione e' stata annunciata dagli organizzatori della gara transalpina dopo che l'Usada ha annunciato di avere formalizzato le accuse di doping al corridore texano. Il sette volte vincitore del Tour de France era giunto nella citta' transalpina la scorsa settimana per cominciare gli allenamenti. "Le nostre regole prevedono che nessun atleta sottoposto ad indagini possa partecipare alle competizioni. Pertanto Armstrong e' sospeso", ha spiegato la World Triathlon Corporation.

lunedì 11 giugno 2012

non ci vado

Piede bloccato.
Sempre peggio invece che migliorare.
Questo Ironman non è nato sotto una buona stella.
Più NO che SI la mia partecipazione.

domenica 10 giugno 2012

foto del tendine

Ecco un po' di foto del mio tallone scattate in tre mesi di stop dalla corsa  (dalla più vecchia alla più giovane).
Come potete vedere la situazione è migliorata parecchio; nella prima foto tendine molto spesso e quella protuberanza vicino alla pianta del piede (oh...quello destro eh!).
Nell'ultima foto, scattata domenica scorsa dopo i 32km, tutto sembra rientrato nella normalità :-)



sabato 9 giugno 2012

riposo...

riposo-OKI-massaggio-ghiaccio-pediluvio.... questo l'allenamento del fine settimana

venerdì 8 giugno 2012

...

Ieri pomeriggio 85km in pianura ad una buona media. Stamattina il piede si fa sentire ... sto disgraziato :-(

giovedì 7 giugno 2012

l'ottimismo vola!!!

Ieri riposo.
Visita dal fisioterapista che mi ha fatto un po' di manipolazione e devo dire che stamattina mi faceva parecchio MENO male :-)
Ha detto che non è una fascite ma un "incrocchiamento" delle ossa del piede (lui l'ha detta in maniera più tecnica ma ovviamente non mi ricordo che termini ha usato ndr).
Mi ha fatto un po' di laser e mi ha detto che in un paio di giorni mi sarebbe passato....sono ottimista :-)

Stamattina 45' di nuoto (stile) nuotati benissimo e un po' di gambe con tavoletta.

Per rispondere all'amico o AMICA che mi ha scritto di pensare al ritiro...beh...ho fatto il mio primo ironman con due dita del piede rotto...non sarà certo un dolorino che mi bloccherà :-)
Ma grazie per l'incoraggiamento comunque! :-)

mercoledì 6 giugno 2012

scarico forzato

Il piede continua a farmi male ma sono ottimista...DEVE PASSARE!
Oggi torno a farmi fare qualche terapia laser e via soldi (perchè ne girano tanti ultimamente ndr).
Mi sa che queste due settimane saranno di riposo super forzato.
Arriverò al giorno della gara con le gambe completamente scariche.....ben ciò! :-(

martedì 5 giugno 2012

Lance Armstrong Wins Ironman 70.3 Hawaii



che animale che è il caro e vecchi Lance :-)
Però posso consolarmi...pure lui come me ha una tecnica di corsa veramente INGUARDABILE!!!!
Intanto però LUI vince le gare...

sempre peggio :-(

come volevasi dimostrare non ho il fisico per fare certe cose :-(
il piede destro (sempre quello) completamente bloccato per una fascite plantare all'altezza delle dita, a meno 20 gg dall'Ironman non è male dai.
Le bestemmie scorrono numerose...ma per fortuna non mi dovevo allenare chissà che sto periodo...ora mi distruggo lo stomaco di antiinfiammatori e se entro domenica non mi passa mi sveno il conto in banca con terapie laser...

Sto Ironman lo vedo sempre peggio purtroppo

lunedì 4 giugno 2012

dove si firma

eccomi a raccontare uno dei miei ultimi allenamenti lunghi prima dell'ironman nizza, che tra tre settimane mi vedrà al via :-) bbbrrrr rabbrividiamo !!!!


Sabato uscita in bike sui colli con 150km con una valanga di salita, devo dire che la gamba in salita va che è un piacere e se in gara vado così...beh ci etterei la firma :-)
Oh...intendiamoci...cono sono uno scalatore professionista eh! però dai...con l'allenamento che ho questo anno non sentire la catena per me è già un bel risultato :-)

Ieri uscita di 32km a piedi...mostruoso :-) 2 ore e 56 per fare 32km con una pausa fontanella, 5 e 30  giusti giusti e gli ultimi 800mt li ho tirati a 4 e 03.

MAGARI riuscire a tenere sta media in gara ci metterei la firma

venerdì 1 giugno 2012

il pavone che è in me

Ieri nuotata mattutina di un'oretta e la sera corsa di 10km in 52'.
Che dire...sembrerebbe che il dolore al tendine fosse sparito :-) speriamo bene.
In compenso mi è venuto fuori un dolorino nella zona "mignolo del piede destro" ma penso sia dovuta alla corsa non proprio equilibrata :-(
Intanto me lo massaggio  :-)

Per rispondere all'amico del commento al post di ieri: sono felice che il blog serva a qualcuno :-)
Io a dire il vero l'avevo fatto anche (e forse solo) per ME, per tenere memoria dei miei appunti e delle mie sessioni di allenamento, per vedere dove e come migliorare :-)
Però se poi qualcuno trae vantaggio dai miei "errori" o dalle mie "dritte"...beh...son soddisfazioni ;-)