lunedì 9 maggio 2011

Weylandt R.I.P. :-(

http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2011/05/09/news/incidente_giro-16002633/?ref=HRER3-1


Dramma al Giro
Weylandt cade e muore

Il belga della Leopard, che aveva 27 anni, è caduto lungo la discesa del Passo del Bocco nel corso della terza frazione. Inutili disperati i tentativi di rianimarlo. A settembre sarebbe diventato padre

di EUGENIO CAPODACQUA
RAPALLO - Hanno cercato di rianimarlo per quaranta minuti. C'è tutto il senso della fatalità nel dramma di Wouter Weylandt. Una tragedia vissuta in diretta televisiva. Quell'immagine breve, neanche un secondo, il volto tumefatto, il corpo immobile, il massaggio cardiaco, il lenzuolo bianco che copre il corpo, hanno fatto immediatamente capire che per il ciclismo si stava aprendo una pagina triste. Quaranta interminabili minuti: la televisione che raccontava drammaticamente la fine del ragazzo belga, che avrà un figlio in settembre. L'elicottero che non poteva atterrare, i medici che tentavano disperatamente di riportarlo in vita, quell'ambulanza ferma faceva capire che sarebbe stato tutto inutile. La vita di Weylandt è finita lì, lungo la discesa del Passo del Bocco, il suo cuore ha smesso di battere dopo una strenua lotta durante la quale i medici del Giro le hanno tentate tutte per salvarlo. Fatalità, tragica fatalità. Ce n'è tanta nella chiamata all'ultimo momento da parte del Team Leopard: il velocista designato per la squadra era Daniele Bennati, ma l'aretino proprio all'ultimo era stato bloccato da un infortunio. Weylandt doveva fare il Tour, durante il Giro si sarebbe allenato, magari avrebbe potuto stare spesso vicino a sua moglie, che lo avrebbe reso padre nel prossimo settembre. Altro particolare drammatico. Weylandt è venuto a mancare durante la terza tappa del Giro. Riavvolgendo il nastro della sua vita, proprio durante la terza del Giro dello scorso anno aveva vissuto la giornata più
bella della sua carriera, vincendo una delle frazioni dello sconfinamento in Olanda.

C'è il senso della fatalità anche nella dinamica della caduta, semplice nella sua drammaticità. Una discesa difficile, ma non dobbiamo dimenticare che i professionisti di situazioni del genere ne affrontano tantissime. Il corridore è probabilmente arrivato "lungo" su una curva proprio verso la fine della discesa, poco prima del borgo di Mezzanego, ha frenato (sull'asfalto i segni di una strisciata di gomma) sbandando e toccando l'asfalto col pedale sinistro. Poi ha sbattuto violentemente il capo contro un muretto ai bordi della strada. I soccorritori si sono accorti subito della gravità del caso. Wyelandt ha riportato la frattura della base cranica e una forte compromissione di tutta la zona maxillo facciale, come ha spiegato il dottor Tredici, il medico della carovana: "Abbiamo fatto tutto il possibile ma è apparso subito che era gravissimo. Purtroppo, dopo una quarantina di minuti, abbiamo sospeso tutto. Ho avuto il conforto del 118 che ci ha detto che era inutile insistere nella rianimazione".

Nella caduta sono rimasti coinvolti, senza conseguenze, altri corridori. I tentativi di rianimazione di Weylandt, sono durati a lungo e la notizia ufficiale della morte è stata data con un certo ritardo per permettere agli organizzatori di avvisare i parenti. I medici, quattro, gli hanno praticato iniezioni di adrenalina e atropina. Inutilmente.

Il sostituto procuratore di Chiavari, Francesco Brancaccio ha dato il nulla osta per il trasferimento del corpo del ciclista all'ospedale di Lavagna dove saranno eseguiti gli esami autoptici. Sulla morte del ciclista verrà aperta un'indagine che chiarisca la dinamica dell'incidente.

La direzione del Giro ha ovviamente sospeso il consueto festoso cerimoniale dopo l'arrivo della tappa, vinta dallo spagnolo dell'Androni, Angel Vicioso, e che ha visto Il britannico David Millar conquistare la maglia rosa.

1 commento:

Anonimo ha detto...

da quando ho letto la notizia ieri pomeriggio, ho come un peso sullo stomaco che nn passa.