lunedì 25 ottobre 2010

The "Pellizotti Case"


Dal sito repubblica.it:

Passaporto biologico
Il Tna assolve Pellizotti

La procura del Coni aveva chiesto due anni di stop per il corridore friulano, fermato prima dello scorso Giro d'Italia. ''Chiederò i danni all'Uci''

di EUGENIO CAPODACQUA
ROMA - Assolto in attesa dello scontatissimo appello al Tas, il tribunale arbitrale dello sport. A sei mesi circa dalla sospensione per presunta violazione del regolamento antidoping, Franco Pellizotti, il popolare "delfino di Bibione" del ciclismo nostrano, approda ad un primo tangibile risultato nella vicenda doping che lo vedeva protagonista dalla scorsa primavera. Al termine di circa 4 ore di discussione il giudice del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni, Francesco Plotino ha ritenuto di dover applicare l'articolo 3.1 del regolamento Wada: non sarebbe stata raggiunto il grado di prova richiesto per sostenere la piena colpevolezza e cioè che le variazioni dei valori ematici registrati dall'atleta nei mesi precedenti allo stop non fossero fisiologiche, ma da attribuire a pratiche dopanti. Un grado di prova che, recita il regolamento Wada, "deve essere più consistente di un semplice calcolo di probabilità, ma meno di una prova al di là di ogni dubbio ragionevole".

La Procura antidoping del Coni aveva chiesto due anni di stop. Sulla decisione di Plotino, la cui (giusta) propensione al garantismo è ben nota, hanno pesato probabilmente le perizie. Erano tre quelle sul tappeto: la prima del professor D'Onofrio, l'illustre ematologo noto per il caso Juventus, per conto dell'Uci, la federazione internazionale e dell'accusa; la seconda del professor Banfi per la difesa, ovviamente innocentista e la terza del professor Isacchi, tecnico "terzo", chiamato dallo stesso tribunale del Coni,
dell'Università di Tor Vergata secondo la quale non ci sarebbero state prove sufficienti per dimostrare che dal passaporto eamtico risultassero anomalie. Ed è davvero singolare come, sugli stessi dati possano essere fondate perizie diametralmente opposte. Ma tant'è. Per la difesa rappresentata dagli avvocati Tumminelli e Lancellotti, la vicenda nascerebbe da un errore di interpretazione dei dati da parte dell'Uci. Per l'accusa, ovviamente, gli indizi di colpevolezza resterebbero evidenti.

Per Isacchi gli indizi ci sarebbero, ma non sarebbero sufficienti a motivare ad una condanna. Lo stesso Isacchi - confermerebbero vari documenti - ammetterebbe le anomalie segnalate. In particolare il dato che in due occasioni, durante la disputa di due grandi Giri, i valori ematici di Pellizotti sarebbero aumentati leggermente in un caso e rimasti stabili in un altro, quando - è noto universalmente e scientificamente accettato - che durante le lunghe settimane di sforzo questi valori tendono a diminuire. In condizioni normali. Ma non è bastato per arrivare alla condanna. Dunque si tratterebbe di un'assoluzione per insufficienza di prove, stando alle prime motivazioni e non di errori di lettura dei dati registrati. Il che getta uno spiraglio sul futuro del passaporto biologico, criticatissimo dai difensori di Pellizotti, che, però per casi simili (ma non uguali) ha già portato alla condanna di due corridori: De Bonis e Caucchioli. Ma non si chiude la querelle, perché l'Uci farà certamente ricorso al Tas, il tribunale arbitrale di Losanna. Nel frattempo Pellizotti, 32 anni, fa sapere che ha intenzione di chiedere i danni alla federazione internazionale: "Sono molto contento di questa assoluzione, ma ho perso un'intera stagione e di questo chiederemo ragione all'Uci". Un danno che tra ingaggio, premi e tutto il resto potrebbe raggiungere il milione e mezzo di euro. "Il mio contratto con la Liquigas scadeva quest'anno, ma avevo già altre offerte che sono svanite", Ma ero in contatto con altre formazioni. Ora tutto è svanito. Certo, ho continuato ad andare in bici ed ad allenarmi, perché per me la bici è la cosa più importante, ma ora dovrò ricominciare da capo".

NIENTE MULTA PER VINO - Alexandre Vinokourov non dovrà pagare una multa equivalente al suo ingaggio annuale (1,2 milioni di euro) per la positività al Tour de France 2007. Stando a "El Pais", il Tas di Losanna si sarebbe pronunciato a favore del corridore kazako contro l'Uci ritenendo che l'iniziativa promossa dalla Federciclo internazionale alla vigilia di quell'edizione della Grand Boucle non avesse alcun fondamento legale. L'Uci, infatti, fece sottoscrivere a tutti i corridori un documento che li impegnava, in caso di squalifiche per doping pari a due anni, a versare l'equivalente di 12 mensilità del proprio stipendio come contributo al programma antidoping della Federazione.
(21 ottobre 2010)
spaccagli il culo Franco!!!!


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