domenica 7 febbraio 2010

Addio Franco

dal sito dell rapubblica:

Addio a Ballerini, ct della Nazionale
morto in un incidente in un rally

Commissario tecnico azzurro dal 2001, aveva 45 anni. Faceva il navigatore con il pilota Alessandro Ciardi durante una gara in provincia di Pistoia. L'auto è uscita di strada e si è schiantata contro un muro


 Addio a Ballerini, ct della Nazionale  morto in un incidente in un rally

ROMA - Il commissario tecnico della Nazionale di ciclismo, Franco Ballerini, è morto in un incidente durante il rally di Larciano, in provincia di Pistoia. Aveva 45 anni. Il rally, a cui erano iscritti circa cento equipaggi, è stato annullato.

Ballerini partecipava come navigatore al 1° Rally Ronde di Larciano e affiancava il pilota Alessandro Ciardi su una Renault New Clio della scuderia Alex Group: erano tra i favoriti della gara. L'incidente è avvenuto dopo circa 6 chilometri dall'inizio della prova speciale, intorno alle 9 in località Casa al Vento nel comune di Serravalle Pistoiese, durante l'unica prova speciale prevista, un sali-scendi di circa dieci chilometri su una strada collinare. Secondo una prima ricostruzione Ciardi, 35 anni, pilota di lunga esperienza nelle gare nazionali, uscendo da una curva è salito con l'auto sull'erba del bordo strada, ha perso il controllo del posteriore e la vettura è andata a schiantarsi contro il muro di una villa a una velocità stimata tra i 100 e i 120 chilometri orari. L'urto è avvenuto sul fianco destro, dalla parte di Ballerini.

"Ballerini ha riportato un politrauma con fratture alla base cranica, al torace, e agli arti inferiori, ed è stato sottoposto subito ad intervento di rianimazione", ha detto il medico della gara Giovanni Marena. "Ballerini è stato poi trasportato all'ospedale di Pistoia il Ceppo - ha aggiunto il medico - ed è morto durante il tragitto. Il pilota Alessandro Ciardi non è in pericolo di vita, ha avuto la frattura del bacino". Il ct è morto alle 10.15 per una probabile frattura del rachide cervicale. La famiglia ha autorizzato l'espianto degli organi.


Ballerini era nato a Firenze l'11 dicembre 1964. Come ct della nazionale di ciclismo dal 2001, aveva vinto quattro ori mondiali e uno olimpico. Il rally era una passione che coltivava da circa due anni con Paolo Bettini che ora dice: "Ho perso un grande amico, anzi un fratello". Il campione olimpico ad Atene e due volte campione del mondo, proprio sotto la guida di Ballerini, appresa la notizia della morte del ct ha raggiunto l'ospedale di Pistoia.

Le reazioni. La notizia della morte di Franco Ballerini ha raggiunto il presidente del Coni, Gianni Petrucci, mentre era in partenza per Vancouver, in vista delle Olimpiadi invernali. "Sono sgomento - ha detto Petrucci - Franco era una persona straordinaria sotto tutti gli aspetti: non era solo un grande ct, era anche un grande amico. E questo non sempre succede tra dirigenti e tecnici. Non solo il mondo del ciclismo, ma tutto lo sport piange ora una grande persona", ha aggiunto Petrucci sottolineando in particolare un ricordo: "Io che alle Olimpiadi di Atene vengo lanciato in aria da Ballerini dopo la vittoria di Bettini, nel primo giorno di gara dei Giochi".

"Con lui abbiamo iniziato a correre quando eravamo giovani, abbiamo cominciato e finito la carriera insieme", ha dichiarato l'ex ciclista Gianni Bugno, segretario dell'Associazione dei corridori italiani. "Sapevo di questa sua passione per le macchine, ma non mi sarei mai aspettato una notizia come quella di stamattina. Come ct della nazionale ha avuto i suoi risultati migliori, ha avuto grandi corridori ma li ha saputi gestire in maniera egregia".

"Incredulità, dolore, sgomento". La federciclismo (Fci) è scossa dalla "tremenda notizia della morte di Franco Ballerini", si legge sul sito. "Il presidente della Fci, Renato Di Rocco, legato da stima e profonda amicizia al tecnico, che aveva confermato alla guida della nazionale, esprime il grande dolore personale e di tutto il movimento ciclistico per la tragica, immatura scomparsa". Di Rocco, "certo di interpretare il sentimento di tutti gli affiliati e tesserati - si legge in una nota della Fci - invita ad osservare un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni ciclistiche programmate sul territorio nazionale".

Commossa anche la reazione di Riccardo Nencini, presidente del Comitato regionale toscano della Federazione ciclistica italiana ma anche presidente del Consiglio regionale della Toscana, informato stamani a Prato mentre, insieme ad Alfredo Martini ed altri dirigenti della Federazione ciclistica, festeggiava i 90 anni di Giovanni Corrieri, gregario di Bartali e Coppi. "E' morto non solo un amico, un atleta, un uomo che ha onorato lo sport con passione e serietà, ma anche un esempio per tutti. Pochi sanno, per sottolineare un aspetto poco conosciuto - aggiunge Nencini - della sua attività di volontariato, ed è uno dei motivi per cui lo volevamo sempre vicino anche in momenti 'istituzionali' come nelle cerimonie di premiazione o di riconoscimento non solo di giovani atleti ma anche in incontri in cui si doveva sottolineare spirito di fraternità, solidarietà, pace".

"Il ciclismo italiano perde tanto. Ballerini aveva un ruolo ormai fondamentale e certo traverne un così ora non sarà semplice", è la la reazione di uno dei simboli del ciclismo italiano, Francesco Moser. "Ho tanti ricordi, ho conosciuto Franco da giovane, abbiamo corso assieme e vissuto tanti momenti belli e meno belli, ma queste sono notizie che ti sconvolgono e il mio pensiero va alla sua meravigliosa famiglia", dice Giuseppe Saronni.

"Un grande campione delle due ruote, un appassionato tifoso dell'Inter. Lo sport è in lutto per la scomparsa di Franco Ballerini", scrive l'Inter sul proprio sito esprimendo il cordoglio per la morte del ct. E anche la Commissione sportiva automobilistica italiana esprime il proprio cordoglio. "L'Aci-Csai - si legge - comunica di aver diffuso la notizia a tutti gli organizzatori di gare automobilistiche sul territorio nazionale, perché ritiene che sia opportuno sospendere ogni attività agonistica prevista nel weekend in segno di lutto, affidandosi alla sensibilità dei singoli organizzatori, perchè procedano in tal senso".
(07 febbraio 2010)

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